Cosimo DE GIORGI

Su

 

 

Pochi passi fuori dalla chiesa, traverseremo il ponte sull’Idro ed entreremo nella vallata di questo fiume, che ha origine dalle colline di Giurdignano e Uggiano la Chiesa e sbocca nel porto interno di Otranto, dopo 5 km di cammino. Le sue scaturigini al monte S.Angelo sono quasi perenni nella fontana Restinco e nella contrada Fao al N.E. di Casamassella, e vi si vedono degli archi in muratura; ma il corso n’è spesso interrotto da dighe frapposte dai contadini a fine di condurre le acque in alcune conche artificiali per l’inaffiamento  degli ortaggi. In tal modo nei mesi estivi il tratto inferiore è secco, ed il superiore genera gli stagni e la malaria, la quale estende la sua influenza pestifera su Otranto, Uggiano, Casamassella e Giudignano.

            Io l’ho traversata nel Luglio del 1879, in compagnia del Cav. Dottor Vincenzo Lizzi per esaminare le influenze della palude Malvicina, estesa 60 ettari e tutta compresa in questa valle dell’Idro.

            Il fatto che più mi colpi fu l’aspetto della vegetazione in rapporto a quello delle famiglie coloniche che ivi dimoravano. La flora spontanea e quella coltivata erano oltre ogni credere lussureggianti per la fertilità  immensa del terreno; i prodotti agrarii ad esuberanza remuneratori. Le patate rendevano 70 volte il loro peso, i cereali più che in ogni altro punto della provincia; i noci, i fichi, gli albicocchi, i ciliegi e le viti crescevano rigogliosi, mentre l’ulivo coronava il dorso delle colline di S. Barbare e della villa Garzya.

 

da Cosimo De Giorgi, “La provincia di Lecce. Bozzetti di viaggio” Ed. Originale 1882, Congedo, Galatina, 1975, pag. 277