- Se
cade
m’annienta -
pensavo
mirando il gran vuoto
di
sopra
tenendo
il
grosso batacchio
che
appeso nel centro
batteva sull’orlo
dopo
tanti
vai e
vieni.
Il
suono
a
seconda del vento
rimbomba tuttora
per
l’Orte lontana
raggiunge
la
Rocamatura
Antonio CORCHIA, Campana Grande (Centro Storico) da: Così ho amato
la mia terra

Quando i monti Acrocerauni
della
costa albanese sono visibili,
il
pescatore aspetta lo scrirocco:
“Muntagne chiare,
Sciroccu a mare”,
Antonio CORCHIA, Otranto

LU
PINDÌNU (Centro Storico)
La
lunga scalèa
che
dal tempio
scende al piano del mare
è
chiamata dal volgo
“Lu
Pìndinu”.
Anche
qui come altrove
vi
richiama
tutto
il rione
che
degrada
con
antiche case
addossate
alla
cinta
della rocca.
Antonio CORCHIA, Così ho amato la mia
terra, Editrice Salentina, Galatina, 1982

Presso la costa alta e solitaria dove serpeggia la litoranea per Leuca,
sulla estesa pianura che ogni anno biondeggia di messi, i ruderi di un
grosso casale ricordano il famoso Cenobio di San Nicola di Casole sorto
nel secolo XI (1099) ad opera dei Calogeri orientali che vi promossero un
centro di studi umanistici, una biblioteca di codici rari, un contatto
politico-religioso fra l’Impero d’Oriente e Roma.
Antonio CORCHIA, Così ho amato la mia terra, Editrice Salentina, Galatina,
1982

Discendi da secoli
dal
monte di Alloro
fecondi la valle
baci
alfin le radici
dello
scoglio antico.
Hai
confuso il tuo nome
a
quello
della
prima Polis
che
vide in te
il
Dio provvido
Antonio CORCHIA, Idro
Il paesaggio è
bello e seducente, perché ondulato in valli e colline verdi e ridenti. Il
panorama suscita nel visitatore un fascino indicibile che sa di poesia
flebile e malinconica, di infinita quiete azzurra, esaltata da templi e
mura poderose.